VersoliberoRosanna ha scritto:
Se fosse casa questa poesia

Se fosse casa avrebbe l’uscio chiuso,
la cingerei d'intorno come l'aria
temendo di turbare la sua quiete
vorrei pensarla albero che celi
il senso non comune delle foglie,
poi cogliere tra i frutti di stagione
quello più rosso in cima a un melograno
sentire l’agrodolce sulla lingua
per asciugare sulle labbra il sale
esserne sazia eppure inappagata,
sentire un morso dentro, ed invidiare
l’incanto di quel fiore sopra il ramo
là in alto, che non sfiora la mia mano

Rosanna Carissima
ho scritto e già postato
una mia affine alla tua o almeno penso,
c'è una sola vocale di differenza
invece di casa io ho detto cosa ...
sono andato a rintracciarla
sotto non c'è un tuo commento,
forse ti è sfuggita,
essendo del 22 giugno dell'anno scorso,
ora te la incollo,
perchè non so linkare ...
varrà come dedica
commento e confronto:
ci stai?
eccola:
QUANDO LA POESIA DIVENTA COSA
La poesia ha gli occhi di lampo
Guarda la vita e ne fa la sciografia
In un prisma profondo al di là del vero
Come in un furto di fotogrammi rari
Ogni angolazione ha il suo stupore
Quello alle nostre spalle spesso è il furore
Puoi schernirti con una distrazione
Puoi fibrillare sull’orlo di un dire acerbo
Puoi assecondare l’afasia e balbettare
Ma ogni evento arriva e lascia orme.
Non puoi nascondere il taccuino dei sogni …
Nemmeno slittando nel non senso arbitrario
Si può accecare la poesia quando diventa cosa:
Impazzando nell’ordine delle parole-sguardi
Onniscienza attraversamento a/dimensionale …
Puoi solo accertarti quanto tasso ne hai nel sangue …
... o forse non si fa così
e mi sto comportando in modo saccente?
fammi sapere, anche perchè, gli stili sono diversi,
ma l'afflato, almeno stavolta mi sembra
identico ...
Ciao
Rosario