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Pre cedere - 1
Un randagio sul ciglio claudica ostentando l’equilibrio da sherpa, e ruota appena il capo: ha un muscolo ricco di fame e il suo corpo storpio ama camminare in punta di tre.
Ha un triciclo di zampe al con passo e quando mi osserva dice: chissà!
Pre cedere - 2
Sotto l’arco che traversa sta come la soglia la vecchia donna: in grembo due tremori, ma niente dal gelo che si veda.
Le spalle reggono porte che non aprono su parole.
Il sole si fa minimo per entrarle negli occhi.
Non c’è spazio per altre distanze: chi chiuse le palpebre, volle la notte.
Pre cedere - 3
Posano ad uno ad uno i passeri della noia
di cui il traliccio solito in punta al capo era tribuna e attesa.
Fanno per volarci intorno.
In cedere - 1
la campagna ha un cuore che ci domina; si muove l’altro, azzurro ad osanna.
Con cura i passi sporcano l’erba.
Nell’antro del petto il battente si mostra aperto a ciò che in mente non entra.
Ad ognuno tocca disobbligare i fiori dal precederci.
In cedere - 2
Lungomare intrepido di accostamento.
S’accrocchia una tempesta in capo.
Parlassimo di altra storia, fossimo noi scogliera, sarebbe ora del primo miracolo dagli spioventi.
Uno, due, cinque spruzzi: vennero dall’alto? No, dal mio lato.
è il mare e termina dove s’infrange lo sguardo.
Con cedere - 1
Da farsi per comparsa il tuono.
Cala qualsiasi nero a gocce:
Non so perché non sono.
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