Cara Rosanna hai colto un punto su cui rifletto anche oggi mi chiedevo se potevo migliorare.
La tua comprensione è giusta, quindi il senso passa:
la fragilità prepotente e ribelle è dei figli? Se così fosse, il consenso sarebbe quello del genitore sì da cui il figlio vuole essere confortato.
Il figlio vuole essere autonomo, originale: ma poi vuole il consenso alle proprie azioni da parte della madre o dal padre, a seconda,
E' chiaro che la madre vede questa volontà di autonomia ribelle e questo bisogno di consenso e in questo trova l'affetto della mamma verso un desiderio contraddittorio del figlio
spero di essere chiaro, l'inciso si può rivedere...
dall’unguento che t’offro,
ma dal sangue che ti scendeti sembra retorico? non so..."unguento" è in consonanza con "sangue" vedo...
Grazie
Anna Naro hai colto l'amore che volevo descrivere...
marcos grazie per l'appellativo "poesia"

io non ho figli, ma negli altri osservo questo amore che sento...anche un po' mio
margot hai colto una storia diversa ma simile di una donna che vive questo rapporto con i figli in una difficile situazione esistenziale...
grazie per le parole care per me e Francesca
sì
stefano l'ossimoro e l'empatia è la chiave di questa poesia, grazie per il tuo commento
Andreas grazie alla sensibilità che ti ha fatto cogliere la forza della donna che cercavo di descrivere
a darti forza di guadare il deserto
a darti forza di guardare al desertoi due versi sono simili e vogliono dire cose analoghe ma preferisco il mio perché dà proprio il senso della fatica di portare avanti una fatica di vivere...
Un caro saluto a tutti voi
Roberto