chicca ha scritto:
sassi, conchiglie, rami caduti
da ospitare in cumuli di angosce
coi bagagli pronti a partire
dalla spalla su cui piangere ancora
affacciata sulle melodie dei tuoi passi,
mi allontano dal nascondiglio,
liberata dal velo della parola
sono completamente nuda
il fantasma di un sorriso sulle labbra
aleggia intorno al cuore,
coltiva le aperture della vita con amore
raccoglie i pezzi, prende me
e mi porta lontano dal dolore.
la giornata inizia,annegata nella preoccupazione,
ritornano i dubbi a piantare palme nel cuore
vorrei che un sole nella mia età prolungata
oscurasse le ferite ancora sanguinanti,
e oggi è una festa mentre mi sorridi
un granello di gioia perso sulla mia bocca
basta per uscire dal dolore.
L'incipit rimanda in qualche modo
al magnifico quadro che Maresa ha usato per la sua poesia.
Per troppo tempo ti sei privata del velo della parola
e l'assenza della tua voce è un rumore impressionante.
Tutt'ora il sorriso è soltanto un ectoplasma
che non ce la fa a vestire la tua tristezza
e la felicità troppo piccola per impegnare una rinascita della gioia.
Spero che tutto questo
che ho letto nella bella poesia
sia da riferirsi alla Poetessa e non alla Donna
anche se la dicotomia si presenta più che stridente...
Col consueto affetto ti abbraccio,
Guido