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Non so se questo sia lo spazio giusto, se non lo fosse prego l'admin di spostare il post o di comunicarmi cosadevo fare, grazie.
Dal 6 FEBBRAIO al 21 FEBBRAIO 2010 presso il CENTRO ATTIVITA' CULTURALI SAN SILVESTRO di OSIMO (AN)
Si terrà una nuova edizione della mostra a tema Auschwitz, da me elaborata poeticamente sulle suggestive ed intense immagini prodotte dall’obiettivo crudo e sensibile di SAURO FIORANI. Questa mostra, in tutte le sue edizioni, è alla sua quarta in meno di due anni, ha avuto un successo di critica e pubblica, la qual cosa conforta grandemente, poichè sta a significare che il ricordo del più grosso crimine che la storia abbia perpetrato commuove e fa riflettere ancora, anche se, purtroppo, nel mondo si nascondono tante Auschwitz di cui non sappiamo o facciamo finta di non sapere. Con grande soddisfazione mia e di Sauro, abbiamo visto il nostro “quaderno” essere usato in alcune scuole che hanno anche operato un interscambio con la Polonia.
Più tardi inserirò qualche immagine...non mi ricordo più come si fa e non homolto tempo questa mattina. Un grazie per l'attenzione e un saluto a tutti i lettori di questo splendido spazio creativo Margot Croce
ICH BIN GESUND*
Conto le ossa del mio vicino di branda costato e bacino sporgenti a difesa, il blu serpeggiante delle vene sembra un mare prosciugato e inquieto. La fame ha divorato l’anima e l’anima ha straziato il corpo
Ma io, stai tranquilla, sto bene.
Vedo bambini che sono fantasmi inanimati, occhi vaganti in cui gli assassini festeggiano giochi di vittoria. Donne che sono ombre, con mammelle vuote e grembi violati, mentre pregano la morte dei propri figli.
Ma io, ti assicuro, sto bene.
Sento piedi feriti marciare per ore su scaglie di vetro e brandelli di membra cantando inni di guerra e di vita fino a cadere nel
*Ich bin gesund (La mia salute è buona e mi sento bene) era la frase stereotipata che si imponeva ai deportati quando scrivevano ai loro famigliari.
Lasciando Auschwitz
Percuote lo spirito un ronzante brusio silenzioso lasciando Auschwitz, Regno dei Morti Inquieti. Ed io, presunto innocente, giunto con piede e cuore leggero su questa terra seminata di sangue, sento risuonare algide modulazioni che il vento ricompone in voci. Ogni grido è un sommesso sussurro, un lamento di martirio senza nome di fantasmi ansiosi di raccontare la propria storia per non dimenticare, per non essere dimenticati.
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