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“ Ma dai che sei una nonna! Che ti metti a guardare i giovanotti, ora?” La figura atletica che viene verso la mia direzione ha qualcosa che attrae la mia attenzione e mi obbliga, nonostante il sole contro, a non staccare gli occhi da quella sagoma in controluce. Il movimento mascolino delle gambe ben scolpite e le spalle non troppo larghe ma abbastanza da creare armonia in quel giovane corpo, mi affascinano. La brezza spinge la corta capigliatura facendola drizzare sul capo e l’abbronzatura conferisce l’aspetto di una statua in movimento scolpita in bronzo da sommo artista.
La risacca dolcemente si sfrangia sui piedi della giovane donna seduta sulla battigia mentre il lieve maestrale arruffa la sua chioma nero-corvina. Gli occhi persi all’orizzonte, la mente galoppa e s’interroga sulle modalità di questa nuova esperienza da affrontare; è bello potersi concedere un giorno di mare e di sole dopo lo stress degli esami e la tesi da battere sulla vecchia Olivetti di papà, da far rilegare, da far firmare e presentare! Uffa, che fatica persino apprestarsi a completare gli studi! Non si accorge del giovane che la sta fissando e soltanto quando, spostandosi per poterla guardare in volto, vede la sua ombra proiettarsi sul bagnasciuga, istintivamente alza gli occhi che si scontrano col più dolce sorriso che le sia mai capitato d’incrociare! Ciao, la interpella il ragazzo, e di rimando, ciao, risponde lei un po’ confusa da quell’apparizione improvvisa.
Il giovane uomo continua a procedere verso la mia direzione; la curiosità si è impossessata del mio cervello e mi piacerebbe scrutare il suo volto per assicurarmi che la gradevolezza del corpo, cinto soltanto da uno slip, sia proporzionale a quella del volto che non riesco ad osservare perché abbagliata dai raggi solari che mi arrivano dal mare essendo l’orizzonte dipinto ad oriente. C’è qualcosa di familiare in quell' andatura, in quelle movenze atletiche che tanto mi hanno colpito. E’ adesso ancora più vicino, ad un passo da me, sembra dirigersi proprio verso lo scoglio su cui sono seduta a contemplare il paesaggio che mi s’offre in uno splendido mattino d’estate. Continuo a guardarlo senza riserbo io che in genere non fisso mai, per mia abitudine, per distrazione forse, nessuno in volto. La miopia gioca, naturalmente, un suo ruolo! Vedo, ad un tratto, una mano sollevarsi in un cenno, in un saluto forse, e improvvisamente mi arriva all’orecchio la sua voce “ Ciao mamma!”
_________________ .................................Uno di questi refoli potrei essere anch'io senza saperlo: labile al punto che la messa in scena di cartone che mi circonda può restare in piedi.(E. Montale)
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