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costruisce la notte un cantiere d’ombre ai fianchi del silenzio che lavora sotto la luna, impavido tormento mette cemento ai mattoni della mia solitudine,
tu sei dentro questi fari nella voglia di scoprire l’oscuro senso della strada premendo la vita sul pedale del tempo che ai vetri scorre uguale , e ti appare in fondo un’area di servizio dove abbeverare i tuoi cavalli come mandrie di desideri ai secchi in vendita,
grill d’anime perse sulla rotta del consumo, mi guardi dietro i tuoi occhiali neri, borsetta in pelle, sei alla moda, e c’incontriamo come sul set nei fari che divorano notizie, ancora corriamo dai letti motel comparse d’albergo quando giri la tua parte e ripeti assenza a memoria…
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